Il settore degli imballaggi alimentari ha subito numerosi cambiamenti dall’avvento dei primi imballaggi metallici. Inizialmente, fu l’industrializzazione a determinare la scelta del metallo per la produzione alimentare di massa. Ecco alcuni punti chiave della storia, a partire dalla rivoluzione industriale, che hanno favorito la domanda di imballaggi in alluminio o altri metalli.
Metodi di imballaggio industriale di prima generazione
Sulla scia delle rivoluzioni americana e francese, cominciarono a prendere forma i moderni metodi di confezionamento. Il XIX secolo vide rapidi progressi nel campo delle attrezzature industriali, che permisero di accelerare il processo di confezionamento. All’inizio del XIX secolo, i contenitori per alimenti in commercio erano realizzati con materiali quali ceramica, vetro e ferro stagnato. Il primo stabilimento di conserve alimentari su scala commerciale fu inaugurato in Inghilterra nel 1813. Gli alimenti in scatola di quel periodo comprendevano ostriche, carni, frutta e verdura.
Le scatole di latta decorate cominciarono a diffondersi già negli anni ’30 del XIX secolo, utilizzate per biscotti e dolci. Il brevetto per la prima macchina per la stampa di scatole cilindriche fu concesso ad Allan Taylor nel 1847, mentre altri nuovi procedimenti contribuivano a rendere la produzione più rapida. Undici anni dopo, l’inventore Ezra J. Warner ottenne il brevetto per l’apriscatole, che fu poi ampiamente utilizzato dal personale militare degli Stati Uniti durante la Guerra Civile.
Nel 1875 fecero la loro comparsa le prime lattine coniche, che furono rapidamente adottate per il confezionamento del corned-beef e delle sardine. Accanto alle numerose invenzioni moderne che cominciarono ad apparire negli anni ’80 del XIX secolo, nacque la prima macchina automatica per la produzione di conserve. Uno degli sviluppi più singolari nel campo degli imballaggi di quel secolo avvenne nel 1899, con il brevetto per gli aerosol, concesso al team di Helbling e Petsch. Gli aerosol consentono di mantenere sotto pressione contenuti liquidi o gassosi all’interno di contenitori, per poi poterli nebulizzare in una nebbia sottile. Una versione più moderna degli aerosol fu introdotta alcune decine di anni dopo.
Uno dei fattori principali che ha rivoluzionato l’industria del confezionamento della carne negli Stati Uniti è stato il famoso romanzo del 1905 «The Jungle» del giornalista d’inchiesta Upton Sinclair. Sebbene si trattasse di un'opera di finzione, il libro denunciò e portò all'attenzione dell'opinione pubblica le condizioni insalubri degli stabilimenti di confezionamento della carne americani e i casi di contaminazione alimentare, il che portò all'emanazione del Meat Inspection Act (Legge sull'ispezione delle carni) e del Pure Food and Drug Act (Legge sulla salubrità degli alimenti e dei farmaci). Tale legislazione portò infine alla creazione della FDA (Food and Drug Administration) statunitense.
Imballaggi metallici nel XX secolo
I primi anni del Novecento videro un numero ancora maggiore di invenzioni, che diedero il via alla società dei consumi così come la conosciamo oggi. L’inscatolamento del tonno iniziò nel 1909 sulla costa occidentale degli Stati Uniti. Nel 1914 si cominciò a utilizzare i forni a tunnel per asciugare l’inchiostro sulle confezioni di latta. Nel 1917 la Bayer lanciò sul mercato confezioni di piccole dimensioni per le sue aspirine. Lo stesso anno segnò l’inizio delle confezioni di caffè con apertura a chiave. Ecco inoltre alcuni altri sviluppi chiave dell’industria del confezionamento alimentare nelXX secolo prima della Seconda Guerra Mondiale:
- 1926 - Vengono lanciate sul mercato le conserve «Spam»
- 1931 - Viene introdotto per la prima volta l'apriscatole elettrico
- 1935 - Krueger lancia la prima birra in lattina
Subito dopo la fine della guerra, nel 1945, fu prodotto in serie il primo aerosol. Negli anni ’50, mentre il mondo entrava nell’era della Guerra Fredda, i produttori di scatole di metallo testarono i propri prodotti per verificare se fossero in grado di resistere a un’esplosione nucleare e continuare a garantire il consumo sicuro degli alimenti. I risultati furono positivi. Nel 1957, i metalli divennero ancora più resistenti quando si iniziò a utilizzare l’alluminio come materiale per le lattine. La prima lattina di birra interamente in metallo fece la sua comparsa alcuni anni dopo. Seguì poi, nel 1962, la prima lattina con linguetta.
L'era della sostenibilità
Il lancio della Giornata della Terra nel 1970 segnò l’inizio di una nuova era, che ispirò il riciclaggio delle lattine. I produttori di lattine iniziarono a prestare maggiore attenzione ai principi di sostenibilità, creando lattine più leggere che utilizzavano meno materiale. A metà degli anni ’80, le lattine di alluminio erano i contenitori preferiti per le bevande. L’alluminio è uno dei materiali più sostenibili: è abbastanza resistente da garantire una durata significativa e può essere riciclato all’infinito senza perdita di qualità.
Un altro esempio lampante di concetto innovativo ispirato agli obiettivi di sostenibilità è l’introduzione delle linguette di apertura nel 1989. Lasciando la linguetta sulla confezione invece di spezzarla, si riduce la quantità di rifiuti e l’alluminio rimane intatto, consentendo di riciclare una maggiore quantità di metallo. Nel corso degli anni ’90, le dimensioni delle lattine e la loro circonferenza sono state ridotte, rendendo così l’imballaggio ancora più efficiente e sostenibile.
Conclusione
Nel settore dell'imballaggio alimentare, a partire dal secolo scorso sono stati utilizzati diversi materiali, ma i metalli come l'alluminio e la latta sono quelli che hanno riscosso maggior successo, grazie alla loro resistenza e durata. L'esperienza ha dimostrato che, quando si tratta di conservare gli alimenti per lunghi periodi, le scatole di metallo sono le più adatte.






